The exhibition Mostra di opere dal XII al XVIII secolo (Salerno, 1954-1955) marked a crucial turning point in the study and preservation of medieval and early modern art in southern Italy. This article reconstructs the origins of the exhibition within the framework of post-war restoration campaigns at the Salerno cathedral and the celebrations of the Millennium of the Translation of Saint Matthew’s relics, analysing its planning stages, the shifts in project hypotheses and objectives, and the decisive role played by State heritage institutions (Soprintendenza). Special attention is devoted to the contributions of Bruno Molajoli and Ferdinando Bologna, as well as to the exhibition’s long-term critical legacy as a scientific survey of the territory and a foundation for subsequent art-historical research.

La Mostra di opere d’arte dal XII al XVIII secolo (Salerno, 1954-1955) rappresenta uno snodo decisivo per la conoscenza e la tutela del patrimonio medievale e mo- derno dell’Italia meridionale. L’articolo analizza la genesi dell’iniziativa nel contesto delle ricostruzioni postbelliche della cattedrale di Salerno e delle celebrazioni per il Millenario della Traslazione delle reliquie di san Matteo, ricostruendone le fasi preparatorie, la variazione delle ipotesi e degli obiettivi progettuali e il ruolo de- terminante della Soprintendenza. Particolare attenzione è dedicata al contributo di Bruno Molajoli e Ferdinando Bologna e all’eredità critica della mostra, intesa come operazione scientifica di ricognizione territoriale e come fondamento di durature linee di ricerca.

«Opere d’arte nel Salernitano dal XII al XVIII secolo» (1954): una mostra alle origini di un problema critico

Maddalena Vaccaro
2025

Abstract

The exhibition Mostra di opere dal XII al XVIII secolo (Salerno, 1954-1955) marked a crucial turning point in the study and preservation of medieval and early modern art in southern Italy. This article reconstructs the origins of the exhibition within the framework of post-war restoration campaigns at the Salerno cathedral and the celebrations of the Millennium of the Translation of Saint Matthew’s relics, analysing its planning stages, the shifts in project hypotheses and objectives, and the decisive role played by State heritage institutions (Soprintendenza). Special attention is devoted to the contributions of Bruno Molajoli and Ferdinando Bologna, as well as to the exhibition’s long-term critical legacy as a scientific survey of the territory and a foundation for subsequent art-historical research.
2025
La Mostra di opere d’arte dal XII al XVIII secolo (Salerno, 1954-1955) rappresenta uno snodo decisivo per la conoscenza e la tutela del patrimonio medievale e mo- derno dell’Italia meridionale. L’articolo analizza la genesi dell’iniziativa nel contesto delle ricostruzioni postbelliche della cattedrale di Salerno e delle celebrazioni per il Millenario della Traslazione delle reliquie di san Matteo, ricostruendone le fasi preparatorie, la variazione delle ipotesi e degli obiettivi progettuali e il ruolo de- terminante della Soprintendenza. Particolare attenzione è dedicata al contributo di Bruno Molajoli e Ferdinando Bologna e all’eredità critica della mostra, intesa come operazione scientifica di ricognizione territoriale e come fondamento di durature linee di ricerca.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4918620
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