Con il c.d. decreto sicurezza 2025, si è ulteriormente ridotta, nel magmatico settore del contrasto al terrorismo internazionale, la distanza che separa indagini penali e investigazioni di intelligence. Tangibile è, in effetti, la tendenza a condividere, tra servizi e forze di polizia, l’arsenale inquirente, con l’evidente obiettivo di propiziare lo scambio informativo. C’è, però, una palese controindicazione: penetrano a vario titolo nella vicenda procedimentale elementi spesso d’origine ignota, ottenuti in fase preventiva all’infuori di ogni garanzia processuale e supervisione giudiziaria; il che genera un fatale arretramento del ruolo degli attori della fase investigativa, per consegnare il primato nelle mani della comunità di intelligence.
Potenziamento delle attività di informazione per la sicurezza
P. Troisi
2025
Abstract
Con il c.d. decreto sicurezza 2025, si è ulteriormente ridotta, nel magmatico settore del contrasto al terrorismo internazionale, la distanza che separa indagini penali e investigazioni di intelligence. Tangibile è, in effetti, la tendenza a condividere, tra servizi e forze di polizia, l’arsenale inquirente, con l’evidente obiettivo di propiziare lo scambio informativo. C’è, però, una palese controindicazione: penetrano a vario titolo nella vicenda procedimentale elementi spesso d’origine ignota, ottenuti in fase preventiva all’infuori di ogni garanzia processuale e supervisione giudiziaria; il che genera un fatale arretramento del ruolo degli attori della fase investigativa, per consegnare il primato nelle mani della comunità di intelligence.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


