La circostanza aggravante della minorata difesa per la stringatezza delle locuzioni adoperate si presta alle applicazioni più disparate, come si ricava dai diversi orientamenti giurisprudenziali. La Corte di Cassazione con la decisione n. 40275/2021 assunta nella massima composizione svolge condivisibili osservazioni in ordine alle condizioni per la configurabilità della circostanza prevista dall’art. 61 n. 5 c.p. La giurisprudenza successiva si adegua a tale impostazione valorizzando un’analisi di tutti gli elementi che hanno arrecato un vantaggio all’autore del fatto criminoso e una ridotta possibilità di difesa alla vittima. La norma, non va dimenticato, utilizza il termine ‘profittare’ e, dunque, la configurabilità della circostanza va parametrata sul beneficio che l’agente ha tratto da quella determinata situazione. È necessario valutare se lo stato particolare in cui si trovava la vittima del reato era tale ‘da ostacolare la pubblica o privata difesa’ e se di siffatta condizione l’agente ha ‘profittato’. A venire in rilievo è, pertanto, ogni contesto che possa mettere il soggetto passivo in una posizione di debolezza e, quindi, all’opposto porre l’agente in una posizione di maggiore capacità offensiva.

La circostanza aggravante della minorata difesa (art. 61 n. 5 c.p.) nell’applicazione giurisprudenziale,

lo monte
2025

Abstract

La circostanza aggravante della minorata difesa per la stringatezza delle locuzioni adoperate si presta alle applicazioni più disparate, come si ricava dai diversi orientamenti giurisprudenziali. La Corte di Cassazione con la decisione n. 40275/2021 assunta nella massima composizione svolge condivisibili osservazioni in ordine alle condizioni per la configurabilità della circostanza prevista dall’art. 61 n. 5 c.p. La giurisprudenza successiva si adegua a tale impostazione valorizzando un’analisi di tutti gli elementi che hanno arrecato un vantaggio all’autore del fatto criminoso e una ridotta possibilità di difesa alla vittima. La norma, non va dimenticato, utilizza il termine ‘profittare’ e, dunque, la configurabilità della circostanza va parametrata sul beneficio che l’agente ha tratto da quella determinata situazione. È necessario valutare se lo stato particolare in cui si trovava la vittima del reato era tale ‘da ostacolare la pubblica o privata difesa’ e se di siffatta condizione l’agente ha ‘profittato’. A venire in rilievo è, pertanto, ogni contesto che possa mettere il soggetto passivo in una posizione di debolezza e, quindi, all’opposto porre l’agente in una posizione di maggiore capacità offensiva.
2025
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4936915
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