La ricerca analizzare l’origine e l’evoluzione di un motivo ornamentale particolarmente diffuso nella ceramica vietrese del Novecento, rintracciabile anche su manufatti coevi realizzati nell’ambito di collaborazioni o concessioni di brevetto. In una prospettiva diacronica, una prima manifestazione di tale linguaggio decorativo può essere individuata nel decoro a paese, attestato in ambito locale già nel XVII secolo, in particolare su mattonelle destinate alla pavimentazione di edifici di pregio come il reperto rinvenuto a Campagna (SA) che costituisce una testimonianza anticipatrice di soluzioni ornamentali che saranno progressivamente codificate nelle produzioni successive. Nel corso del XVIII secolo si registra l’affermarsi del cosiddetto decoro alla genovese, applicato prevalentemente a manufatti destinati a spezieria. Tale tipologia decorativa si caratterizza per la rappresentazione di vedute paesistiche e per la presenza ricorrente di elementi morfologici quali roccette e torri costiere. Nel passaggio al XIX secolo, questi componenti iconografici subiscono un processo di progressiva stilizzazione e semplificazione formale, che conduce a una crescente schematizzazione dei moduli figurativi. Alle soglie del XX secolo, si osserva una ridefinizione complessiva del lessico decorativo, contraddistinta non soltanto da una sensibile riduzione degli elementi costitutivi, ma anche dall’adozione di una sintassi figurativa essenziale e rigorosamente codificata. Tale evoluzione si manifesta in modo significativo nelle produzioni della fabbrica di Max Melamerson, con il contributo della creatività espressiva di Guido Gambone, il quale si distingue per la capacità di alternare stili decorativi estremamente stilizzati, riconducibili al disegno industriale del Novecento, con altri di chiara derivazione tradizionale, come nel servizio da portata con il classico decoro a paese in blu realizzato presso la manifattura ‘La Faenzerella’.

Archeologia del post medioevo. Il decoro a casette nella ceramica a Vietri sul Mare. Una vicenda paesaggistica.

Rosa FIORILLO
2026

Abstract

La ricerca analizzare l’origine e l’evoluzione di un motivo ornamentale particolarmente diffuso nella ceramica vietrese del Novecento, rintracciabile anche su manufatti coevi realizzati nell’ambito di collaborazioni o concessioni di brevetto. In una prospettiva diacronica, una prima manifestazione di tale linguaggio decorativo può essere individuata nel decoro a paese, attestato in ambito locale già nel XVII secolo, in particolare su mattonelle destinate alla pavimentazione di edifici di pregio come il reperto rinvenuto a Campagna (SA) che costituisce una testimonianza anticipatrice di soluzioni ornamentali che saranno progressivamente codificate nelle produzioni successive. Nel corso del XVIII secolo si registra l’affermarsi del cosiddetto decoro alla genovese, applicato prevalentemente a manufatti destinati a spezieria. Tale tipologia decorativa si caratterizza per la rappresentazione di vedute paesistiche e per la presenza ricorrente di elementi morfologici quali roccette e torri costiere. Nel passaggio al XIX secolo, questi componenti iconografici subiscono un processo di progressiva stilizzazione e semplificazione formale, che conduce a una crescente schematizzazione dei moduli figurativi. Alle soglie del XX secolo, si osserva una ridefinizione complessiva del lessico decorativo, contraddistinta non soltanto da una sensibile riduzione degli elementi costitutivi, ma anche dall’adozione di una sintassi figurativa essenziale e rigorosamente codificata. Tale evoluzione si manifesta in modo significativo nelle produzioni della fabbrica di Max Melamerson, con il contributo della creatività espressiva di Guido Gambone, il quale si distingue per la capacità di alternare stili decorativi estremamente stilizzati, riconducibili al disegno industriale del Novecento, con altri di chiara derivazione tradizionale, come nel servizio da portata con il classico decoro a paese in blu realizzato presso la manifattura ‘La Faenzerella’.
2026
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