Abitatore di un unico mondo reale-virtuale, l’adolescente sperimenta versioni di sé nel profilo social, in avatar o come blogger, fan, influencer, player o gamer, costruendo la propria identità tra aspettative personali, aspettative altrui e affordances mediali (Savonardo, Marino, 2021). Esposti a modelli di soggettività per il consumo (Barone, 2021), gli adolescenti si formano nella mappa connettiva del Sé esibito, nell’ipertrofia visiva contemporanea che dischiude a fenomeni di immersività, di illusione estetica in cui il medium sparisce in favore dello sprofondare sensoriale del soggetto (Lingua, De Cesaris, 2020). In quest’ottica, nella postmodernità del capitalismo estetico-se duttivo centrato sulla manipolazione e sofisticazione tecnica di sensi, desideri e immaginari (Diodato, Aimo, 2021), l’analisi antropo-pedagogica della mimesis e dell’apprendimento culturale di Wulf (2014) è humus fertile per una pedagogia che, coltivando un’educazione estetica aperta alla pluralità delle forme, sostiene il sé in formazione, promovendo un disallineamento dello sguardo, creatività, libera espressività e libero pensiero.

Costruzione dell’identità e fenomenologie mediali nell’età dell’adolescenza: un’analisi estetico-pedagogica

Elisabetta Villano
2026

Abstract

Abitatore di un unico mondo reale-virtuale, l’adolescente sperimenta versioni di sé nel profilo social, in avatar o come blogger, fan, influencer, player o gamer, costruendo la propria identità tra aspettative personali, aspettative altrui e affordances mediali (Savonardo, Marino, 2021). Esposti a modelli di soggettività per il consumo (Barone, 2021), gli adolescenti si formano nella mappa connettiva del Sé esibito, nell’ipertrofia visiva contemporanea che dischiude a fenomeni di immersività, di illusione estetica in cui il medium sparisce in favore dello sprofondare sensoriale del soggetto (Lingua, De Cesaris, 2020). In quest’ottica, nella postmodernità del capitalismo estetico-se duttivo centrato sulla manipolazione e sofisticazione tecnica di sensi, desideri e immaginari (Diodato, Aimo, 2021), l’analisi antropo-pedagogica della mimesis e dell’apprendimento culturale di Wulf (2014) è humus fertile per una pedagogia che, coltivando un’educazione estetica aperta alla pluralità delle forme, sostiene il sé in formazione, promovendo un disallineamento dello sguardo, creatività, libera espressività e libero pensiero.
2026
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