La mania nell’uso di termini stranieri e, segnatamente, inglesi non si verifica solo nel linguaggio comune ma sembra aver contagiato anche il legislatore. Si tratta di un meccanismo non poco deleterio che, oltre ad avere ripercussioni sulla lingua italiana, finisce per porre il destinatario del comando giuridico nell’impossibilità di comprendere l’ambito del vietato e quello del consentito e, quindi, del perché della sanzione. Occorre, pertanto, invertire il fenomeno attraverso una deanglicizzazione della lingua italiana.
Quando l’eccesso di forestierismi coinvolge anche il comando giuridico: le ricadute sulla sanzionabilità dei comportamenti
Elio Lo Monte
2026
Abstract
La mania nell’uso di termini stranieri e, segnatamente, inglesi non si verifica solo nel linguaggio comune ma sembra aver contagiato anche il legislatore. Si tratta di un meccanismo non poco deleterio che, oltre ad avere ripercussioni sulla lingua italiana, finisce per porre il destinatario del comando giuridico nell’impossibilità di comprendere l’ambito del vietato e quello del consentito e, quindi, del perché della sanzione. Occorre, pertanto, invertire il fenomeno attraverso una deanglicizzazione della lingua italiana.File in questo prodotto:
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