La sentenza della Cassazione Civile n. 13200/2025 esamina la possibilità di invocare il diritto di cronaca nel caso in cui al soggetto sottoposto a procedimento penale venga erroneamente attribuita, in un articolo di giornale, la qualità di imputato anziché di indagato, nonché la commissione di un reato consumato piuttosto che solo tentato. A tal fine, la Corte valorizza il giudizio di offensività delle dichiarazioni potenzialmente diffamatorie, da condurre secondo i parametri del “lettore frettoloso” e del “lettore medio”. Tali parametri consentono di individuare le “inesattezze secondarie”, inidonee a ledere il bene giuridico protetto dalla fattispecie incriminatrice. Tuttavia, le offese idonee a ledere la reputazione integrano il danno evento, non sufficiente di per sé a far sorgere un’obbligazione risarcitoria.
La responsabilità civile da diffamazione a mezzo stampa: le Sezioni Unite precisano i parametri del “vaglio di offensività” sul danno evento
Luigi Cuomo
2026
Abstract
La sentenza della Cassazione Civile n. 13200/2025 esamina la possibilità di invocare il diritto di cronaca nel caso in cui al soggetto sottoposto a procedimento penale venga erroneamente attribuita, in un articolo di giornale, la qualità di imputato anziché di indagato, nonché la commissione di un reato consumato piuttosto che solo tentato. A tal fine, la Corte valorizza il giudizio di offensività delle dichiarazioni potenzialmente diffamatorie, da condurre secondo i parametri del “lettore frettoloso” e del “lettore medio”. Tali parametri consentono di individuare le “inesattezze secondarie”, inidonee a ledere il bene giuridico protetto dalla fattispecie incriminatrice. Tuttavia, le offese idonee a ledere la reputazione integrano il danno evento, non sufficiente di per sé a far sorgere un’obbligazione risarcitoria.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


