Il contributo analizza l’evoluzione della politica di allargamento dell’Unione europea alla luce della candidatura dell’Ucraina, esaminando in che misura il contesto bellico abbia inciso sul procedimento di adesione disciplinato dall’art. 49 TUE. Dopo aver ricostruito le principali tappe del percorso che ha portato all’apertura dei negoziati di adesione, l’indagine si concentra sul ruolo della condizionalità, con particolare riguardo alle riforme richieste in materia di Stato di diritto e al loro rapporto con la forte accelerazione politica impressa dalle istituzioni europee. L’analisi evidenzia come la guerra abbia determinato una significativa trasformazione del contesto geopolitico dell’allargamento, senza tuttavia modificare il quadro giuridico che continua a fondarsi sui criteri di adesione, sulla centralità dei valori di cui all’art. 2 TUE e sulla procedura prevista dall’art. 49 TUE. Il contributo si sofferma, inoltre, sulle tensioni tra le esigenze di sicurezza del continente e la capacità dell’Unione di integrare un nuovo Stato membro di grandi dimensioni, esaminando le più recenti proposte di integrazione graduale elaborate dalle istituzioni europee e dalla dottrina. Si sostiene, in conclusione, che il caso ucraino non segna una rottura della disciplina dell’allargamento, bensì un’evoluzione della sua dimensione politica e della prassi applicativa, nella prospettiva di un modello di integrazione progressiva destinato ad affiancare, senza sostituire, il procedimento di adesione previsto dai Trattati.

L’adesione dell’Ucraina all’Unione europea tra la disciplina giuridica dell’allargamento e le trasformazioni della sua dimensione politica

Teresa RUSSO
2026

Abstract

Il contributo analizza l’evoluzione della politica di allargamento dell’Unione europea alla luce della candidatura dell’Ucraina, esaminando in che misura il contesto bellico abbia inciso sul procedimento di adesione disciplinato dall’art. 49 TUE. Dopo aver ricostruito le principali tappe del percorso che ha portato all’apertura dei negoziati di adesione, l’indagine si concentra sul ruolo della condizionalità, con particolare riguardo alle riforme richieste in materia di Stato di diritto e al loro rapporto con la forte accelerazione politica impressa dalle istituzioni europee. L’analisi evidenzia come la guerra abbia determinato una significativa trasformazione del contesto geopolitico dell’allargamento, senza tuttavia modificare il quadro giuridico che continua a fondarsi sui criteri di adesione, sulla centralità dei valori di cui all’art. 2 TUE e sulla procedura prevista dall’art. 49 TUE. Il contributo si sofferma, inoltre, sulle tensioni tra le esigenze di sicurezza del continente e la capacità dell’Unione di integrare un nuovo Stato membro di grandi dimensioni, esaminando le più recenti proposte di integrazione graduale elaborate dalle istituzioni europee e dalla dottrina. Si sostiene, in conclusione, che il caso ucraino non segna una rottura della disciplina dell’allargamento, bensì un’evoluzione della sua dimensione politica e della prassi applicativa, nella prospettiva di un modello di integrazione progressiva destinato ad affiancare, senza sostituire, il procedimento di adesione previsto dai Trattati.
2026
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11386/4959655
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