La crescente diffusione delle tecnologie digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale nei contesti educativi sta riconfigurando spazi, pratiche e processi cognitivi, ridefinendo le coordinate dell’esperienza formativa contemporanea. Tale trasformazione sollecita la riflessione pedagogica a interrogare criticamente i significati, i limiti e le potenzialità della mediazione tecnologica, contrastando derive tecnocentriche e riaffermando la centralità della persona, del corpo e della relazione nei processi di apprendimento. Il contributo analizza il ruolo degli ambienti fisici, digitali e ibridi nella configurazione dell'esperienza formativa, con particolare attenzione ai contesti scolastici, ai servizi educativi territoriali e alla formazione continua dei professionisti dell'educazione. La proposta si colloca nella cornice dell'Embodied Education e adotta come riferimento teorico l'integrazione tra la tesi della mente estesa (Clark & Chalmers, 1998) e il paradigma enattivo e incarnato della cognizione (Varela, Thompson & Rosch, 1991). In tale prospettiva, l'apprendimento è inteso come processo situato, distribuito e relazionale, emergente dall'interazione dinamica tra mente, corpo, ambiente e dispositivi, che concorrono alla costruzione della conoscenza (Gomez Paloma, 2013). In dialogo con una prospettiva critica sulle tecnologie educative (Selwyn, 2016), il contributo propone di considerare la progettazione degli ambienti di apprendimento come un atto pedagogico intenzionale, capace di orientare l’attenzione, la partecipazione e la qualità delle relazioni. Tecnologie digitali e IA sono così interpretate come mediatori subordinati alla centralità dell'umano (Floridi, 2022), al servizio di una formazione equa, inclusiva e sostenibile. In questo quadro, l'aula si configura come un ecosistema generativo in cui le dimensioni fisica e digitale si integrano per sostenere apprendimenti significativi, professionalità riflessive e comunità educanti capaci di interpretare criticamente la complessità contemporanea.
Oltre il Tecnocentrismo: Ambienti Ibridi, Mente Estesa e Centralità dell’Umano nei Processi Formativi
giovanna amendola
;monica di domenico;pio alfredo di tore
2026
Abstract
La crescente diffusione delle tecnologie digitali e dei sistemi di intelligenza artificiale nei contesti educativi sta riconfigurando spazi, pratiche e processi cognitivi, ridefinendo le coordinate dell’esperienza formativa contemporanea. Tale trasformazione sollecita la riflessione pedagogica a interrogare criticamente i significati, i limiti e le potenzialità della mediazione tecnologica, contrastando derive tecnocentriche e riaffermando la centralità della persona, del corpo e della relazione nei processi di apprendimento. Il contributo analizza il ruolo degli ambienti fisici, digitali e ibridi nella configurazione dell'esperienza formativa, con particolare attenzione ai contesti scolastici, ai servizi educativi territoriali e alla formazione continua dei professionisti dell'educazione. La proposta si colloca nella cornice dell'Embodied Education e adotta come riferimento teorico l'integrazione tra la tesi della mente estesa (Clark & Chalmers, 1998) e il paradigma enattivo e incarnato della cognizione (Varela, Thompson & Rosch, 1991). In tale prospettiva, l'apprendimento è inteso come processo situato, distribuito e relazionale, emergente dall'interazione dinamica tra mente, corpo, ambiente e dispositivi, che concorrono alla costruzione della conoscenza (Gomez Paloma, 2013). In dialogo con una prospettiva critica sulle tecnologie educative (Selwyn, 2016), il contributo propone di considerare la progettazione degli ambienti di apprendimento come un atto pedagogico intenzionale, capace di orientare l’attenzione, la partecipazione e la qualità delle relazioni. Tecnologie digitali e IA sono così interpretate come mediatori subordinati alla centralità dell'umano (Floridi, 2022), al servizio di una formazione equa, inclusiva e sostenibile. In questo quadro, l'aula si configura come un ecosistema generativo in cui le dimensioni fisica e digitale si integrano per sostenere apprendimenti significativi, professionalità riflessive e comunità educanti capaci di interpretare criticamente la complessità contemporanea.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


